I complici insospettabili dello stupro di Palermo che vivono tra noi
Sto leggendo molti post che per non ammettere il fallimento del sistema educativo italiano attribuiscono al porno le prodezze degli stupratori. Vi informo invece che il numero di stupri è molto più alto nei paesi dove il porno è vietato, come lo Yemen prima della guerra, dove tra l’altro le donne sono coperte dalla testa ai piedi, e vi ricordo che la pornografia moderna è stata lanciata dalla Svezia. Chiedetevi invece perché i fruitori maschi del porno (il 99% degli uomini) richiedano sempre più filmati che rientrano nella categoria “rape”.
Ma sapete qual è la forma più subdola di maschilismo che sta emergendo a seguito dello stupro di Palermo?
Il prolificare di letterine sui social che i papà scrivono alle proprie figlie in cui con tono di pre-mansplaining e condimento di “not all men” insegnano alle figliole a “stare attente”. Ne sto leggendo di patetiche, mentre non leggo manco una ca*zo di riga di letterina ai figli maschi in cui gli dite che se abusano di una ragazza glielo scorciate voi stessi di un centimetro con la cesoia.
Ma ci prendete per sceme?
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