Non lamentatevi troppo dei femminicidi, che poi i maschilisti non vi sposano


La violenza contro le donne trova ogni giorno nuove espressioni. Ora sono spuntati fuori quelli per cui dobbiamo vergognarci di protestare dei femminicidi perché ci sono problemi molto più gravi. Questo nello screenshot è un articolo che gira fieramente fra giornalisti, scritto da un “poeta, filosofo e conduttore radiofonico”, condiviso da altri intellettuali che si proclamano paladini della libera informazione e firmano petizioni per reclamare dal governo israeliano la possibilità di entrare a Gaza per documentare la guerra. Salvo, però, volere evidentemente mettere il bavaglio alle donne. Che seccatura, parlare di femminicidi, eh? Anni fa intervistai il regista Todd Haynes, uomo gay femminista, che mi disse di stare in guardia non solo dagli uomini di destra, ma anche da quelli di sinistra perché è dal 68 che vogliono discutere di rivoluzione mentre le donne li servono a tavola.
D’altra parte, non è mai il momento buono. Anni fa un mio amico gay (non femminista, è evidente) mi disse che non era il momento di stare a discutere di donne ammazzate, che c’erano morti “più serie”. Era il periodo in cui si suicidavano gli imprenditori: “da che mondo è mondo gli uomini uccidono le loro donne, e che vuoi cambiarlo tu dopo secoli?”, mi disse facendomi rabbrividire, lui che quando torna a casa nel Sud si finge etero per non rinunciare ai privilegi patriarcali e alle donne di famiglia che gli servono lo zabaione a letto la mattina. Gli risposi che aveva ragione, che non si poteva stare dietro ai femminicidi ma anche alla questione dei matrimoni egualitari perché ci sono problemi più importanti, e che dei secondi non me ne sarei mai più curata (poi, in realtà, ho continuato a farlo perché sono migliore di lui).
Noi donne dobbiamo sempre farci da parte graziosamente, praticare l’altruismo e lo spirito di sacrificio materno, porgere l’altra guancia e lasciare spazio ai drammi altrui, perché la giustizia, per alcuni, è una coperta corta e non si può stare dietro a tutti gli omicidi. Per cui bisogna dividerli in morti di serie A e di serie B.
E guarda caso, i secondi sono quasi sempre femmine.
(Foto apertura by Sammie Chaffin on Unsplash)